Castello di Torrechiara - EnricoRobettoPhotos

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Castello di Torrechiara

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Italia, Emilia-Romagna, Provincia Parma, Langhirano, il Castello di Torrechiara (52 Foto) fonte visualizza mappa

Il castello di Torrechiara è un maniero quattrocentesco dai tratti contemporaneamente medievali e rinascimentali, collocato sulla cima di un colle roccioso panoramico alle porte della Val Parma, è affiancato dal piccolo borgo medievale di Torrechiara, frazione di Langhirano, in provincia di Parma.
Voluto dal conte Pier Maria II de' Rossi quale possente struttura difensiva ed elegante nido d'amore per sé e l'amante Bianca Pellegrini, è considerato uno dei più notevoli, scenografici e meglio conservati castelli d'Italia.
L'originario fortilizio di Torchiara fu costruito in epoca medievale, la prima testimonianza della sua esistenza risale al 1259, quando il podestà di Parma ne deliberò l'abbattimento, in quanto più volte utilizzato dai ribelli come rifugio e base d'attacco alla città.
Alcuni anni dopo la famiglia Scorza edificò sulle rovine una casaforte, che nel 1293 fu attaccata e distrutta per volere del podestà Marco Giustiniani, per vendicare un'ingiuria fatta da Egidiolo Sforza al figlio di un certo Carretto, nel 1297 il Comune di Parma decretò che non potesse esservi più ricostruita alcuna struttura difensiva, ciò nonostante, nel 1308 Gilio Scorza accolse a Torrechiara i Lupi e i Rossi, cacciati da Parma per volere di Giberto III da Correggio, ricostruito il maniero, i ribelli ne fecero la loro base per la conquista della fortificazione di Giarola, appartenente al monastero di San Paolo.
Giberto reagì immediatamente; dapprima attaccò e distrusse il castello di Giarola, poi mosse contro il castello di Torrechiara, che pose sotto assedio, raggiungendo infine un accordo con Rolandino Scorza, figlio di Gilio, nel 1313 Cabrietto Scorza, fratello di Rolandino, e Guglielmo de' Rossi si allearono e attaccarono la fortezza di Torrechiara, distruggendola.
Nel maggio del 1448 Pier Maria II de' Rossi diede avvio al cantiere di costruzione del grande castello, posto sulle rovine dell'antico fortilizio, intervenendo personalmente nel disegno delle strutture difensive, grazie alla sua posizione di eccezionale visibilità in tutta la vallata, la nuova possente fortezza, rientrante nell'ambizioso progetto di ristrutturazione territoriale dei domini rossiani, estesi su circa un quinto del Parmense, doveva dimostrare il ruolo di primo piano della famiglia nella zona.
Lo scenografico maniero, dal carattere fortemente difensivo grazie alla tripla cerchia muraria e ai quattro massicci torrioni angolari, nasceva anche quale elegante dimora isolata ove il conte potesse incontrare l'amante Bianca Pellegrini di Arluno, per questo Pier Maria si rivolse ai più importanti artisti della zona per decorare le sale interne, tra i quali Benedetto Bembo, che affrescò in stile gotico la Camera d'Oro, i lavori di edificazione furono completati nel 1460.

 
 
 
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